Username   Password       Recupero Password - Registrati
Novità Newsletter
Il progetto Mare
Presentazione
I convegni
Le persone
Organizzazione
Lo Stato da mar di Venezia
Lo Stato da mar
Il sito
Lo svolgimento del progetto
L'organizzazione dei risultati
Gli Statuti
Gli Atti di dedizione
Gli elenchi dei Rettori
Le Commissioni, i dispacci, le Relazioni
Fonti e bibliografia
Le aree geografiche
Introduzione
Istria
Triestino
Dalmazia
Albania
Levante
-Isole Ionie
-Isola di Negroponte
-Isola di Candia
-Morea
-Arcipelago greco
-Grecia continentale
-Isola di Cipro
-Signorie feudali
Altre magistrature
Cariche da mar
Bailo e consoli
Motore di ricerca
Accedi al Motore di ricerca







Le aree geografiche

 Area: Istria


 Inquadramento storico geografico amministrativo

Già bizantina, longobarda, franca, l’Istria medievale vide la presenza di governi vescovili, di signorie laiche, dei tentativi feudali imperiali, del Patriarcato d’Aquileia e del formarsi di comunità municipali. Nel X secolo cominciarono ad instaurarsi relazioni - anche turbolente - fra Venezia e cittadine istriane, con stipulazioni di patti e giuramenti di fedeltà; nella seconda metà del XII secolo, come nel resto dell'alta Italia, vi si organizzarono definitivamente gli ordinamenti comunali, e si ebbe la presenza di diversi podestà veneziani. Agli inizi del XIII secolo la penisola era divisa nel patriarchino Marchesato d’Istria, formato da cittadine litoranee o dell’immediato interno con ordinamenti comunali, ed in una grande signoria feudale interna, la Contea d’Istria, sorta dal raggruppamento di numerosi feudi secolari od ecclesiastici. Alla fine del XIV secolo quest’ultima sarebbe infine arrivata agli Asburgo, costituendo l’Istria arciducale (anche Trieste andò agli Asburgo), mentre il resto della penisola sarebbe confluita nello Stato veneziano soprattutto per dedizioni, in tre periodi.
Il primo, iniziato con quella di Parenzo, si ebbe nella seconda metà del XIII secolo, e diede a Venezia l’intera costa occidentale istriana, escluse le estremità di Trieste e Pola. Il secondo, nella prima metà del XIV secolo, vide la dedizione di Pola ed aree contermini, seguita mezzo secolo dopo dall’effimera occupazione di Trieste.
L’ultimo fu verso il 1420, al momento dell’estinzione dello Stato patriarchino, in cui si completarono i possessi veneziani in Istria.
L’Istria veneziana si collocava quindi in quella vasta area dell’Adriatico orientale che si snodava da Grado sino a Cattaro ed oltre, costituita da una serie urbana fortemente omogenea di comuni-porti con i rispettivi contadi, ciascuno con le proprie istituzioni, norme e strutture sociali tipicamente comunali. Serie, interrotta solo dalle città imperiali di Trieste e Fiume e dalla semi-indipendente Ragusa, stretta a Venezia (che ne fece il nucleo del proprio Stato da mar) dal vincolo simbolico e contrattuale della fidelitas.
Qualche variazione politica si ebbe all’inizio del XVI secolo. Scoppiata nel marzo 1508 la guerra con l’Impero, in maggio Venezia occupò Duino, Gorizia, Postumia, Trieste, Pisino, Fiume, oltre a qualche terra in Cadore (vedi l’area Triestino, Friuli orientale, Carsia, Istria interna, Fiume) realizzando l’unità politica della penisola. Dopo la sconfitta contro la lega di Cambrai ad Agnadello (maggio 1509) le terre conquistate dovettero essere abbandonate, e una pace stabile si ebbe solo nel 1513. La pace di Worms del 1521 fissò i confini fra Venezia e l’Impero, con qualche vantaggio per la prima in Istria e per il secondo nella Carsia; i particolari furono poi determinati dal lodo arbitrale di Trento del 1535, e da allora non si ebbero variazioni territoriali veneziane in Istria, anche se fra il 1615 ed il 1617 si combatté tra Venezia e gli Asburgo la guerra degli Uscocchi, con qualche operazione bellica in Istria e poi a Gradisca, senza variazioni territoriali definitive.

Dal punto di vista amministrativo il territorio veneziano era organizzato in rettorati legati a Venezia da rapporti diretti, e l’autorità della Dominante era rappresentata dal Rettore presente in loco; una parte minore era invece suddivisa in giurisdizioni feudali di varia appartenenza.
Vennero istituite anche magistrature con competenza provinciale, permanenti o straordinarie (e queste ultime periodiche o meno) con compiti specifici militari o civili.

 Magistrature veneziane provinciali o straordinarie
L’Istria era intesa da Venezia come un un insieme di entità separate con cui vi erano rapporti amministrativi diretti tramite i Rettori, senza magistrature provinciali.
La prima di queste - il Capitano del Paisanatico - venne costituita agli inizi del Trecento, con ruolo esclusivamente militare, che passò poi al Capitano di Raspo. Questo ebbe competenze amministrative in ambito rettorale, e militari con giurisdizione sovrarettorale.
Dal Quattrocento cominciarono ad essere istituite in Istria, o con competenza sull’Istria, altre magistrature non permanenti con competenza provinciale e compiti specifici militari o civili. Quelle di carattere inquisitorio e di controllo venivano nominate periodicamente; le altre erano create per fronteggiare emergenze di vario genere, e soppresse al cessare dell’emergenza.
Col tempo, anche le attribuzioni civili e militari del Podestà e capitano di Capodistria si accrebbero acquisendo competenze provinciali.
Per armonia espositiva le magistrature veneziane di Capodistria e Raspo, con competenze sia rettorali sia sovrarettorali, sono elencate fra i rettorati.

 Rettorati
Dal punto di vista politico-istituzionale ed amministrativo, la prima fase della presenza veneziana vide rapporti diretti della Dominante con le singole città o borghi variamente acquisiti; l’autorità veneziana era manifestata con l’organizzazione delle diverse podesterie, in ognuna delle quali vi era la presenza dei rettori, patrizi veneziani.
La particolarità del caso istriano era la grande densità di podesterie, quasi una per Comune: un rapporto eccezionale se confrontato con altre regioni da Terra o da Mar.
Le podesterie erano distinte fra «città»: Capodistria, Cittanova, Parenzo, Pola, e «terre»: Albona, Buie, Dignano, Fianona, Grisignana, Isola, San Lorenzo, Montona, Muggia, Pinguente, Pirano, Portole, Rovigno, Umago, Valle; la distinzione aveva valore solo onorifico. La denominazione classica delle località, riportata nella descrizione di ciascun rettorato, fu in uso sino al XVI secolo.
I carichi della nomina a rettore, prima diversi, si normalizzarono a 16 mesi per le città marittime e 32 per quelle di terra dal 1306.
Dalla fine del Cinquecento iniziò un processo che, ampliando le competenze del Podestà e capitano di Capodistria, arrivò di fatto a costituirla a capo della provincia dell’Istria ed a relegare gli altri rettorati a posizione subordinata, quasi di vicariato.

 Feudi
Una parte minore del territorio dell’Istria veneta era infeudato in 13 giurisdizioni. Anche in relazione alla sfavorevole congiuntura della fine del XVI secolo, Venezia operò per un rafforzamento statuale, cercando tra l’altro di disciplinare il sistema feudale, con la creazione, nel 1586, dei Provveditori sopra feudi.
La maggior parte delle giurisdizioni erano sottoposte in appello alla podesteria di Capodistria, che aveva anche riservate a sé le pene di sangue; oppure erano sottoposte, nel criminale, al Capitanato di Raspo.
Oltre alle signorie elencate, alcune famiglie insignite di nobiltà locale, i vescovati di Cittanova e Capodistria e i comuni di Pirano e Umago godevano di alcuni diritti feudali di decime ed altre entrate in numerose ville: villaggi e località di qualche decina o di poche centinaia di abitanti.

Bibliografia
GREGORIO DE TOTTO, Feudi e feudatari nell’Istria veneta, «Atti e memorie della Società istriana di archeologia e storia patria», LI-LII (1939-1940), pp. 55-107; EGIDIO IVETIC, Oltremare. L’Istria nell’ultimo dominio veneto, Venezia, Ivsla, 2000, pp. 40-41, con bibliografia per ciascun territorio. De Totto descrive anche i feudi dell’Istria preveneta.
Per Barbana: Statuto municipale della città di Albona dell’a. 1341 edito per cura della Società del gabinetto di Minerva in Trieste, Trieste 1870. SERGIO CELLA, Documenti veneziani della prima metà del ’500, «Atti e memorie della Società istriana di archeologia e storia patria», XXIV N.S. (1976), pp. 125-157.
Per Due Castelli: BERNARDO SCHIAVUZZI, Due Castelli notizie storiche, «Atti e memorie della Società istriana di archeologia e storia patria», XXXI (1919), pp. 81-118. A. POGATSCHNIG, Sulla nomina del podestà di Docastelli, «Atti e memorie della Società istriana di archeologia e storia patria», XXXI (1919), pp. 119-133.
Per Piemonte: SERGIO CELLA, Documenti veneziani della prima metà del ’500, «Atti e memorie della Società istriana di archeologia e storia patria», XXIV N.S. (1976), pp. 125-157.
Per Pietrapelosa: Senato misti, Cose dell’Istria, «Atti e memorie della Società istriana di archeologia e storia patria», VI (1890), p. 37 (pp. 3-43).

 Magistrature veneziane provinciali o straordinarie
- Capitano del Paisanatico
- Sindici e provveditori in Istria
- Provveditore in Istria
- Provveditore generale in Istria
- Provveditore alla sanitą in Istria

 Rettorati
- Capodistria
- Capitano di Raspo
- Albona e Fianona
- Buie
- Cittanova
- Dignano
- Grisignana
- Isola
- Montona
- Muggia
- Parenzo
- Pinguente
- Pirano
- Pola
- Portole
- Rovigno
- San Lorenzo
- Umago
- Valle

 Feudi
- Barbana e Castelnuovo d'Arsa (o Castello di Rachele)
- Due Castelli
- Fontane
- Geroldia (o Sant'Andrea di Caliselo)
- Momiano
- Orsera
- Piemonte
- Pietrapelosa
- Racizze
- San Giovanni della Cornetta
- San Michele al Leme e Fratta
- Sanvincenti
- Visinada

     © 2018 All Rights Reserved